Ivano Bonetti, campione sempre in campo per dare una mano a chi ha bisogno «Ho un’attitudine naturale per la solidarietà»

Categoria: articoli Creato: Sabato, 22 Agosto 2020 Pubblicato: Sabato, 22 Agosto 2020 Email

Ivano Bonetti, campione sempre in campo per dare una mano a chi ha bisogno

«Ho un’attitudine naturale per la solidarietà»

Ivano Bonetti è uno di quei calciatori che rimangono nel cuore dei tifosi. Nel suo caso di quelli bianconeri e blucerchiati su tutti, senza dimenticare la sua Brescia, il Genoa, il Bologna, l’Atalanta per poi finire la sua carriera da giocatore a Dundee, dove ha anche allenato per due anni. Con la Juventus di Platini, Scirea, Cabrini e Tacconi, allenata da Giovanni Trapattoni vinse lo scudetto e la Coppa Intercontinentale. Nel 1991 a Genova prese parte alla conquista dello storico scudetto della Sampdoria di Mancini e Vialli, con alla guida Vujadin Boskov. Ivano faceva parte di quella squadra ed era apprezzato oltre che per il suo impegno in campo, anche per la sua disponibilità e il suo carattere guascone. Quella Sampdoria sfiorò l’impresa anche in Coppa dei Campioni nel ’92, perdendo la finale contro il Barcellona.

Ivano, da quando hai finito di giocare non ti sei mai tirato indietro per stare vicino a chi è impegnato per aiutare gli altri: che cosa significa per te la solidarietà?


La solidarietà è rispettare la vita in generale. Facciamo tutti parte di questo mondo e riuscire a fare qualcosa per gli altri rende felice se stessi. Il minimo che si può fare è aiutare gli altri ogni volta che ne abbiamo la possibilità. Per me, quindi, è naturale riuscire a regalare un sorriso, un momento di felicità. Ci sono mille modi per fare della solidarietà: per me è un’attitudine naturale.

C’è stato un episodio particolare della tua vita che ha fatto nascere questa voglia di impegnarsi per gli altri?


Quando ci si avvicina a persone che hanno bisogno poi si fa fatica a distaccarsene come se niente fosse. La vita ti porta ad avere contatti con alcuni, con i quali poi è semplice rimanere in contatto. Abbiamo fatto delle manifestazioni con le “bambine dagli occhi belli” e abbiamo trascorso del tempo con loro e ne è nato un rapporto che continua anche grazie ai social.

Con la Nazionale Vip Sport siete spesso in giro per delle manifestazioni.


Quando il presidente ci chiama per partecipare a delle manifestazioni si fa di tutto per essere presenti e lo facciamo con entusiasmo e impegno. Ci auguriamo sempre che ci sia un seguito importante per riuscire a ottenere un buon risultato grazie alla nostra partecipazione. Il punto è riuscire a far sospendere il tran tran quotidiano alle persone e coinvolgerle in queste manifestazioni.

Gli italiani e la solidarietà: un binomio che, secondo la tua esperienza, funziona?


Siamo un popolo generoso e lo dimostriamo in ogni occasione. Quando c’è bisogno non ci tiriamo mai indietro. Anche la mia esperienza di calciatore mi ha insegnato che si migliora quando le cose non vanno al meglio. Lo abbiamo visto anche in questa emergenza del coronavirus: tante donazioni a tutti i livelli per dare una mano a chi è in difficoltà e a chi era impegnato in prima linea. Speriamo che finita questa emergenza l’atteggiamento non cambi. Purtroppo è il sistema della globalizzazione che porta le persone a distrarsi, a dare valore a cose, spesso inutili, e a sottovalutare quelle importanti nei rapporti interpersonali, come la solidarietà. Bisognerebbe intervenire “a gamba tesa” su chi ci governa per obbligarli ad andare nella direzione giusta.

Utilizzi anche per la vita quotidiana espressioni come “a gamba tesa” che rimandano al calcio. Ai tuoi successi con la Sampdoria insieme a Gianluca Vialli che ha attraverso un momento difficile: ne vogliamo parlare?


Luca è un carissimo amico che ha lottato e continua a farlo. È uno sportivo, una persona perbene, un ragazzo molto sensibile, disponibile a dare una mano a chi è in difficoltà e insieme a Massimo Mauro si è sempre impegnato nel sociale. Diventa difficile, quindi, non voler bene a una persona così. Un bene che va al di là di essere stati compagni di squadra e aver condiviso tanti successi insieme. Anche se non ci sentiamo spesso, siamo mentalmente molto vicini. Quando una persona sta male, le reazioni degli amici sono diverse. C’è chi soffre troppo a vederla in difficoltà e chi capisce, ed è questa secondo me la reazione giusta: il calore umano va manifestato e la vicinanza aiuta chi sta male. È difficile ma andrebbe fatto sempre perché sono convinto che l’energia produce altra energia positiva.

La solidarietà attecchisce molto tra gli sportivi e gli ex sportivi: come te lo spieghi?


Sicuramente la vita che uno ha trascorso sempre in gruppo, con la consapevolezza che solo facendo squadra si ottengono buoni risultati sviluppa una certa sensibilità. Penso, però, che nel cuore di tutti ci sia spazio per la solidarietà: è la vita che si conduce a sviluppare o meno l’interesse per gli altri.


La Nazionale Vip Sport ha in programma delle iniziative?


Purtroppo ancora non è possibile organizzare manifestazioni e siamo in attesa che la situazione migliori al più presto.

Il footgolf invece?


È un altro sport e i tornei continuano. Sta prendendo piede e mi fa piacere. La maggior parte sono ex calciatori, quasi tutti dilettanti. Fino all’anno scorso Di Canio era abbastanza presente. Sui campi ho incontrato spesso Diego Fuser, Dino Baggio, Luigi Gualco. Evaristo Beccalossi, Marco Gori, Massimo Bonini, Riccardo Ferri, Alessandro Bianchi, Massimo Agostini qualche volta vengono, ma solo per delle manifestazioni di beneficenza. Anche il footgolf è un’occasione per stare insieme e, quando è possibile, per dare una mano a chi è in difficoltà. Io ci sono sempre.

 

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