«Aver realizzato il sogno di Helèna è la cosa più bella che mi sia capitata»

Categoria: articoli Creato: Domenica, 09 Agosto 2020 Pubblicato: Domenica, 09 Agosto 2020 Email

L’esperienza di Lino Cangemipresidente onorario di SudTrek

«Aver realizzato il sogno di Helèna è la cosa più bella che mi sia capitata»

«Non riuscivo ad accettare che gli amici diversamente abili vivessero la drammaticità delle barriere architettoniche in città. Da quel giorno ho deciso di dedicarmi a loro per dargli la possibilità di vivere la libertà che la montagna regala. Così ho iniziato a portarli per i sentieri dell’Aspromonte con l’aiuto della “Joelette”, speciale carrozzina per l’outdoor. Era il 2001».

Lino Cangemi per otto anni ha guidato l’associazione sportiva dilettantistica Sud Trek, con sede a Gioia Tauro nel reggino, e oggi ne è presidente onorario, avendo passato il testimone, e da qualche mese fa parte del direttivo dell’AIDA onlus. Da quell’idea del 2001 è nato “Diversi sentieri” che dà la possibilità a persone diversamente abili di poter stare a contatto con la natura, percorrendo sentieri poco conosciuti. Ma con lo stesso spirito è nato il progetto KidsTrek: escursioni “semplici” dedicate ai più piccoli, insegnamenti della disciplina del Nordic Walking e il rispetto assoluto della natura. I bambini sono la colonna portante della SudTrek e Cangemi spiega: «Sono entusiasti delle iniziative loro dedicate e non potrò mai dimenticare l’escursione notturna in tenda sulla cima di Montalto, in Aspromonte. Emozionati di montare la tenda, forse per la prima volta, e poi trascorrere la notte tra gli alberi sotto la magnifica statua del Cristo Redentore… in verità quella notte anche noi adulti abbiamo imparato molto dai nostri piccoli trekkers come il poter condividere la stessa esperienza con occhi diversi».

Parli di solidarietà a Lino Cangemi e lui recita a memoria la poesia di Gianni Rodari “Lo zampognaro”: “Se ci diamo la mano / i miracoli si fanno / e il giorno di Natale / durerà tutto l'anno”. «Per me “solidarietà” – dice - è una delle parole più belle e significative del nostro dizionario, un atteggiamento naturale che tutti dovremmo assumere durante la nostra esistenza». E aggiunge: «La solidarietà non mi ha arricchito, ma ha letteralmente modificato il mio Dna. Credo che i sorrisi, gli abbracci e i baci ricevuti hanno concimato il terreno della mia anima facendo così germogliare la speranza e la voglia di dare sempre di più».

L’esperienza che Lino Cangemi si porta con se è quella vissuta con la piccola Helèna: «Insieme all’amico Giovanni Falica, anch’egli impegnato nel sociale, siamo riusciti a realizzare il sogno di Helèna, una bambina meravigliosa che aveva un desiderio: interpretare per un giorno il ruolo di principessa ma non poteva entrare nel Castello di Caccamo (Pa) Grazie alla Joelette, siamo riusciti a farle visitare tutto il castello e portarla nella stanza delle dame, luogo in cui i suoi occhi hanno incominciato a brillare nel guardare i vestiti delle damigelle del tempo. La luce dei suoi occhi è il mio carburante per andare avanti in questo cammino di solidarietà».

Un’esperienza unica per la piccola Heléna, che ha restituito a Lino Cangemi una energia incredibile che gli fa dire. «Non sono nessuno per dare consigli, ma posso sicuramente confermare che l’immersione in questo mondo è magica, infatti non si sente la stanchezza e si è sempre felici dentro il cuore».linoreno.jpg

 

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