Sarah Maestri, un’attrice di successo, al fianco di chi ha bisogno e con la sua vita, raccontata in “La bambina dei fiori di carta”

Categoria: articoli Creato: Lunedì, 17 Agosto 2020 Pubblicato: Lunedì, 17 Agosto 2020 Email

Sarah Maestri, un’attrice di successo, al fianco di chi ha bisogno e con la sua vita, raccontata in “La bambina dei fiori di carta”

 «Solidarietà è vivere in unità, nessuno di noi è un'isola»

Ogni anno il suo volto semplice e tranquillo è una sorta di viatico per migliaia di maturandi. Sarah Maestri, infatti, presta il volto ad Alice Corradi in “Notte prima degli esami” e li accompagna nelle ultime ventiquattro ore di ansia e di tensione che li separano dagli esami di maturità. L’attrice, nata a Luino, è diventata popolare oltre che con il film di Fausto Brizzi e il suo sequel, anche per alcuni ruoli in soap di successo (“Vivere” e “CentoVetrine”, con il quale ha vinto nel 2003 la Telegrolla d’oro quale migliore attrice di soap opera) e nel cinema (“I cavalieri che fecero l’impresa” e “Il cuore altrove” di Pupi Avati e poi “Dietro il buio” di Giorgio Pressburger, “Il pretore” con la regia di Giulio Base, fino ai recenti “Come saltano i pesci” di Alessandro Valori, “Frontaliers disaster” di Alberto Meroni e “Succede” di Francesca Mazzoleni). Nel 2009 ha pubblicato il romanzo autobiografico “La bambina dei fiori di carta”, diventato anche uno spettacolo teatrale. Oltre a fiction, teatro, cinema e radio, è anche opinionista in trasmissioni calcistiche, tifosa del Milan e madrina del Varese.

Sarah Maestri è “La bambina dei fiori di carta”. A tre anni le diagnosticarono una grave patologia emolitica, con sospetta diagnosi di leucemia. Cosa significa crescere in un reparto di oncoematologia?

Come narrato nel mio romanzo, per assurdo, ho ricordi solo felici di quei momenti. Certo la biopsia ossea, le trasfusioni, le punture lombari, sternali, non erano piacevoli, come del resto quel sapore di morte che mi soffiava attorno, ma avevo la mamma con me. I suoi occhi pieni d'amore tutti per me, 24 ore su 24 hanno reso quei momenti comunque speciali. Veniamo al mondo per amare ed essere amati, ed io in quel momento ero davvero tanto amata.

 E infatti ce l’ha fatta: è arrivato il successo e tante soddisfazioni professionali. Un bel risultato.

Ho realizzato entrambi i miei sogni di bambina, quello di vivere e quello di recitare… Sì, un bel risultato!

 La malattia però continua ad accompagnarla: come la sta affrontando ora?

Con la consapevolezza di una persona adulta. Ho finalmente una diagnosi, una terapia e questo mi fa vivere serena. La fede mi ha insegnato a vivere il presente e, l’importanza delle cose, mi godo il momento certa che c'è qualcuno che mi ama al punto di dare la vita per me.

 Cimentarsi con questo tipo di difficoltà significa anche credere in qualcosa?

Non penso siano le difficoltà della vita a regalarti la fede, io ad esempio ho avuto il dono della conversione nel momento del successo dopo il film “Notte prima degli esami”.

 Perché la fede per lei è importante?

È faro di luce nell'oscurità del mondo, è conforto, guida sicura, ma soprattutto amore…, quando prego chiedo al Signore di donarmi ogni giorno la fede, spero di non perderla mai. La fede ti aiuta a vedere le cose sotto un punto di vista differente, se non avessi fede la vita sarebbe insopportabile.

 E la solidarietà che cosa significa?

Gesù ci ha donato un comandamento: amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per gli amici. Solidarietà è vivere in unità, nessuno di noi è un'isola, lo diceva anche Hemingway. Inoltre l'essere solidale è un dovere sancito anche nell'art. 2 della nostra Costituzione.

 Cosa spinge secondo lei le persone ad aiutare chi ha bisogno?

Dare è l'unico modo per raggiungere la persuasione, tutto dare senza nulla avere scriveva Carlo Michelstaedter, ed io la penso così. Poter dare significa ricevere il centuplo, anche la parola di Dio è chiara in tal senso: "Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

 Lei è molto impegnata nel sociale, sia con l’associazionismo cattolico che con l’Avis, ma anche per i diritti dei bambini orfani nei paesi dell’Est, battendosi in prima linea a favore delle adozioni.

Mettere il proprio talento al servizio degli altri è il mio motto, ho ricevuto tanto ed è giusto e doveroso impegnarsi in favore degli altri. Inoltre nel dare ricevo il centuplo in gioia quindi assicuro che ne vale la pena.

 Lei è anche membro sia del Comitato Strategico del Fondo a contrasto della povertà educativa minorile in rappresentanza del Miur che della Commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo: un impegno a 360 gradi.

Si è un vero onore per me. Dopo l'adozione di mia figlia e gli anni trascorsi in Bielorussia ho scoperto che oltre 1 milione e 300 mila bambini in Italia vivono in povertà assoluta. Un grido che non poteva restare inascoltato, il Fondo a contrasto della povertà educativa e fondazione Cariplo sono entrambe impegnate in prima linea per estirpare questa piaga sociale che ora, a causa del Covid purtroppo è dilagata ancora di più.

 La pandemia di Covid 19 ha cambiato la vita di miliardi di persone, pensa che ne usciremo migliorati? La solidarietà post Covid avrà un’evoluzione?

Gli italiani sono da sempre un popolo solidale, sono certa che anche in questa situazione sapranno dare il meglio di sé.

 E per la sua professione ci saranno dei cambiamenti?

Sicuramente il mondo dello spettacolo a causa del Covid è in forte crisi, i teatri chiusi e i set bloccati non ci permetteranno di lavorare ancora per un bel po', speriamo questa situazione possa risolversi il prima possibile.

 MAESTRI

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