Gigi Miseferi racconta la sua carriera artistica e il suo rapporto speciale con Giacomo Battaglia

Categoria: articoli Creato: Lunedì, 28 Settembre 2020 Pubblicato: Lunedì, 28 Settembre 2020 Email

Gigi Miseferi racconta la sua carriera artistica e il suo rapporto speciale con Giacomo Battaglia

«Umorismo e solidarietà nel segno dello scoutismo»

 

Il grande pubblico televisivo lo ha potuto ammirare a metà agosto su Rai 1 nel ruolo del questore ne "La mossa del Cavallo - C'era una volta Vigata". la prima fiction dedicata a un romanzo storico di Andrea Camilleri, ambientato nella Sicilia del 1877. In questa estate particolare il poliedrico Gigi Miseferi si è esibito con il suo "DistanziaTour 2020", una cavalcata musicale di successi senza tempo, all'insegna del divertimento e del coinvolgimento del pubblico, nel pieno rispetto delle norme antiCovid. Dal suo profilo Facebook ha annunciato che «il cortometraggio “L'esecuzione” nel quale affianco la mia amicona Francesca Antonaci (in arte Gegia), di cui è anche autrice, sarà proiettato al Festival del Cinema di Venezia, giovedì 10 settembre. “L'esecuzione” narra la storia di Valeria, donna di cinquant'anni, che abbandonata dal marito e dalla società, decide di farsi giustizia da sola». Così Gigi Miseferi, in un momento molto difficile per gli artisti, non ha mollato, ma è ripartito con l’entusiasmo che lo contraddistingue da sempre.

Gigi, Up&Smile, l’app per il buonumore, è la tua invenzione anti-lockdown?

Up&Smile è nata da un incontro casuale sul web tra me, Daniele Marino, che è uno sviluppatore di app e Giustino Calabrò che si occupa product placement. Durante il lockdown discutevamo di come tutto il mondo dell’arte si fosse fermato, come in un’improvvisa era glaciale. Da questo stato d’animo è nata questa app che è una sorta di galleria di artisti nel quale si poteva essere presenti a titolo gratuito, così come per i fruitori. Tutti possono scaricare l’app e gustarsi qualsiasi forma d’arte: dal teatro alla scultura, dalla musica alla poesia. Ogni artista ha un proprio spazio che può essere sfogliato in questa sorta di almanacco digitale. Sia la pagina Facebook, sia la app sta avendo un buon successo: ci sono tanti utenti e tanti artisti che contribuiscono ad arricchire l’offerta. È nata così una rete, nella quale c’è lo scambio tra gli artisti e il pubblico che in qualche modo si fidelizza.

Nel periodo del lockdown hai realizzato con altri tuoi colleghi il video “Artisti Calabresi uniti sotto un cielo sempre più blu”.

Non abbiamo fatto altro che proporci digitalmente, ognuno con la propria arte, a differenza di altri che lo hanno fatto dal proprio balcone, trasformando il mondo in un “balcoscenico”. Ne è nato così un video con delle finalità solidali.

Tu sei uno dei tanti artisti sempre disponibile a dare una mano per iniziative di solidarietà.

Ho avuto tante belle esperienze e difficilmente mi tiro indietro. In venti anni di scoutismo ho sempre cercato di aiutare le persone: dalle case di riposo al carcere minorile. Pensa che la prima cosa che ho fatto quando sono andato a Londra è stata quella di visitare la tomba di Robert Baden Powell (il fondatore degli scout ndr.), il quale diceva: “dietro ogni nuvola nera risplende sempre il sole”: come dargli torto.

Dare una mano a chi ha bisogno significa per te anche ricevere?

Assolutamente sì. Riceviamo l’energia e i segnali della realtà che ci circonda. Penso che questa sia la cosa più bella. Ultimamente leggevo un’intervista a un’antropologa che alla domanda su quale fosse il simbolo di una civiltà ha risposto: un femore guarito. Spiegava proprio che un animale quando si rompe un femore è condannato a morire, perché non potrà più scappare e diventerà prede. Il femore guarito, invece, sta a significare che qualcuno si è preso cura della persona ferita. Credo anche io che questo sia il simbolo della civiltà: dare agli altri perché potremmo essere noi in qualsiasi momento ad averne bisogno.

 

In tutti questi anni c’è stato un episodio che ti ha colpito particolarmente o una persona che ti porti nel cuore?

Le persone sono state tante, ma c’è soprattutto una frase mi porto dentro. Quella di una suora alla quale io dissi, durante una manifestazione di solidarietà, “sarà un caso” e lei rispose: “No, signor Miseferi, non è un caso, è Dio che vuole mantenere l’anonimato”. Persone ne ho incontrate tante, soprattutto in Calabria. Sono molto legato a un ragazzo affetto da adrenoleucodistrofia, una malattia degenerativa rarissima che colpisce in tenera età con un’aspettativa di vita di due o tre anni. Era un ragazzo della provincia di Cosenza, completamente immobilizzato, ma cosciente, il cui caso era studiato da scienziati di tutto il mondo. Per lui, insieme con Giacomo Battaglia, abbiamo organizzato una partita di beneficenza con la nazionale cabarettisti, raccogliendo una bella cifra che abbiamo consegnato alla madre. Sia con la nazionale cabarettisti che con quella “calciattori” abbiamo seguito tanti casi. Mi auguro che il Terzo settore possa ripartire presto, perché è importantissimo. Molti non hanno idea di quello che significhi, ma le famiglie che in casa hanno persone malate, senza il supporto delle associazioni, sarebbero davvero nei guai.

 

Il tuo sodalizio con Giacomo Battaglia fa parte della storia del nostro spettacolo: anche per lui la solidarietà era un valore?

Giacomo era un uomo dai valori immensi, leale e sincero. Tutte le esperienze delle quali ti ho parlato le abbiamo fatte insieme. L’ho sempre coinvolto in ogni cosa. Quando Giacomo ha avuto l’ictus avevamo da poco finito uno spettacolo presso la struttura carceraria di Reggio Calabria. Il rapporto tra me e Giacomo è stato un mutuo soccorso reciproco, abbiamo convissuto sotto lo stesso tetto per anni, ci siamo dati reciprocamente i galloni di “fratello”. Abbiamo discusso tante volte in fase creativa, ma in trentatré anni di lavoro e di amicizia non abbiamo mai litigato per un solo secondo e per un solo centesimo.

 

La pandemia di Covid 19 ha cambiato la vita di miliardi di persone, impaurite e in alcuni casi terrorizzate dal virus. Questa difficile esperienza, secondo te, ci ha migliorati?

Per me è stata fondamentale per riuscire finalmente a leggere, anche in inglese, tutti i libretti di istruzione dei miei elettrodomestici, piuttosto che a capire quanti chicchi di riso ci sono in un pacco. Ma a parte gli scherzi non so dire se ci ha migliorati. Sere fa ho visto la scena di quel ragazzo picchiato a Reggio Calabria sul lungomare, così come altri episodi in ogni angolo della terra e rimango sempre perplesso. Credo che questa lezione ci sia servita, ma non sopravvaluterei l’essere umano. Parliamoci chiaro siamo rimasti due mesi chiusi in casa, nessuno è andato sul fronte ed è tornato con le cicatrici della guerra che potrebbe averlo cambiato. Qualcuno ha sperato che le cose possano migliorare, ma segnali non ne sono pervenuti.

E i programmi futuri di Gigi Miseferi?

Sto lavorando a una commedia che si intitola “Gatta ci Covid”, scritta e diretta da Gianni Quinto, con Gegia e Federica Calderoni. È la storia di quattro attori che devono mettere in scena un “Romeo e Giulietta” con tutte le precauzioni dettate dalle norme anti Covid: misurazione della febbre, mascherina, divieto di baci e abbracci, disinfettante sempre a portata di mano e così via. Mette in evidenza tutte le manie delle persone in questo periodo che ha trasformato molti in ipocondriaci.

La comicità in questi anni è cambiata?

C’è un filo sottile che divide la satira dal vilipendio. Quando si attaccano le persone sul personale non si può più parlare di ironia. La politica, uno dei cavalli di battaglia del Bagaglino, è diventata satira di se stessa, accadono delle cose nella vita reale che scavalcano quelle che possono essere le invenzioni degli autori più bravi. Sulla rete diventano subito virali i collage delle dichiarazioni dei politici che smentiscono nel giro di poche ore le loro stesse dichiarazioni. I politici attuali non hanno lo spessore di quelli che, negli anni d’oro del Bagaglino, erano fonte di ispirazione di Castellacci e Pingitore: da Andreotti, a Craxi, a De Mita a Spadolini e a tanti altri. Oggi la scena politica cambia in modo veloce e i suoi esponenti sono delle vere e proprie meteore.

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